Volontari ANPANA, ci sono esseri speciali
… li vedi, alla domenica mattina mentre in tanti dormono, magari dopo una settimana di lavoro, a raccogliere cacche e a pulire box col sorriso. Li vedi a salutare musi e a fermarsi a parlare con loro come potessero rispondere. E forse lo fanno davvero, perché c’è un linguaggio profondo che poi apprendi che è quello che ti mette in comunicazione con tutti gli esseri che ti stanno di fronte. Li vedi, pantaloni e maglie spaiate, peli ovunque e fango, scarpe sporche, incuranti della pioggia o del sole cocente, del freddo o del tempo, sorridere ai cani o essere felici di dar loro un biscotto. Li vedi curare piaghe e ferite senza batter ciglio, sistemare box e curare ogni particolare, svuotare tombini e far davvero di tutto. Li vedi portarli fuori, farli sgambare, scattare loro foto nella speranza che qualcuno possa poi innamorarsi di loro e portarli a casa, e qualche volta accade. Li vedi piangere, dalla commozione e dalla tenerezza, quando un vecchio compagno di strada trova una famiglia, lacrime di gioia perché poi ogni volta parte un pezzo di cuore anche se sai che andrà a posarsi laddove c’è sereno. Li ascolti, mentre raccontano con fierezza dei piccoli progressi di cani arrivati impauriti, lacerati o rabbiosi, mentre portano fuori cani impossibili (e in fondo ti insegnano sempre che nessun cane lo è), o mentre ti mostrano i video di giochi, leccate e tenerezza. Li vedi a volte stanchi, o disillusi, o feriti perché non è sempre semplice confrontarsi con una rete, con quegli occhi che ti guardano da dietro il cancello, con le storie di abbandoni, con le logiche illogiche di chi pensa che un cane si possa prendere e nel caso lasciare quando ci si è stancati. Li vedi spegnere le luci e poi andarsene. Li vedi eroi silenziosi, tanti piccoli Ulisse approdati nella loro Itaca fatta di abbai, di cucce, di crocche e di coperte. Li vedi al bar portarsi dietro uno degli ospiti del box, a consumare un aperitivo con altre anime raminghe, consapevoli che la socializzazione è importante a maggior ragione per cani che poco o nulla hanno avuto dalla vita. Li vedi combattere ogni giorno dell’anno, ogni ora del giorno, per quello in cui credono, da chi ha 16 anni a chi ha superato i 60, membri di un’unica famiglia. Li vedi e pensi che nel mondo esiste un’energia positiva. Qualcuno la chiama dio, altri la chiamano luce, altri ancora la percepiscono seppur non la chiamano affatto. Sono VOLONTARI E PERSONALE ANPANA, e sono esseri speciali…
Nazzareno Condina